Post

Visualizzazione dei post da febbraio, 2024

ANGELA DE LEO legge l'inedito 𝑰𝙣𝒔𝙞𝒆𝙢𝒆

Immagine
INSIEME Avremmo visto insieme cuocersi questo cielo addosso a noi perchĂ© da terra non sapemmo staccarci.  Saremmo stati fino al cuore marci perchĂ© davvero angeli noi non lo fummo mai ma purulenti confessarci eroi perchĂ© ancora ci preme oggi e chissĂ  fin quando poter stare insieme.   Insieme è giĂ  tutto: sogno, aspirazione, promessa. Ma non la realtĂ . Il condizionale passato è d'obbligo. Il plurale pure.  Insieme avremmo visto : il cielo bruciare perchĂ© eravamo creature di terra, ma sapevamo guardare in alto. Saremmo stati marci fino al cuore, potentissima immagine di due che sanno realmente tutto di sĂ© senza finzioni e inganni o illusioni. Senza orpelli: non angeli nĂ© eroi. Eppure l' unica condizione che preme ad entrambi è poter stare insieme a tempo indeterminato.  Splendida dichiarazione in versi di un poeta che non ama l'ovvio, il banale, lo scontato. E tutto sembra capovolto per sfiorare l'indicibile, l' incommensurabile... (a Vito Davoli in dono per ...

ANGELA DE LEO legge l'inedita dialettale “La pĂ©zzÉ™”

Immagine
«Come i panni bagnati ad asciugare / Tengo l’anima appesa alle unghie / Dei piedi di Cristo» . La poesia comincia con una similitudine efficacissima nella visione realistica dell’anima del poeta che grondante acqua giunge “appesa” alle unghie dei piedi di Cristo. «Fino a quando resta umida s’allunga / Ma è proprio quando è asciutta che si stringe» . Ancora una visione realistica sconcertante perchĂ© si parla di anima non di un panno bagnato, pure rende perfettamente l’idea dell’effetto che essa sortisce quando da panno “umido” diventa “asciutto”. La pĂ©zzÉ™* CĂłmÉ™ a lÉ™ pĂŞnnÉ™ mbĂąssÉ™ ad assÉ™quá TĂ©nghÉ™ l’ĂŞnÉ™mÉ™ appèəsÉ™ a rÉ™dd’ĂągnÉ™ DÉ™ lÉ™ pìətÉ™ dÉ™ CrìstÉ™. FìnghÉ™ a qquĂŞnnÉ™ stè ĂąmÉ™tÉ™ s’allĂłnghÉ™ Ma è pròptÉ™ quĂŞnnÉ™ è assĂąttÉ™ ca sÉ™ strèngÉ™. Sècca sècchÉ™ e pÉ™ccÉ™nĂłnna pÉ™ccÉ™nĂłnnÉ™ TĂŞnnÉ™ è ca pì’ pagáurÉ™ Ca cĂąrÉ™ péətÉ™ la scĂ zzÉ™ E la rÉ™dĂ uscÉ™ a ppĂ©zzÉ™ MĂŞ ájÉ™ nèn zĂł bbùənÉ™ ad applÉ™zzá stĂą mĂąnnÉ™. * Si ringrazia per la supervisione al testo dialettale il prof. Marco Ignazio de Santis Il dramma è proprio n...