"Una crociata della parola contro la polvere da sparo": appello del World Poetry Movement di Fernando Rendòn e dei poeti giunti a Cuba per il XXXII Festival Internacional de Poesía de La Habana

UNA CROCIATA DELLA PAROLA CONTRO LA POLVERE DA SPARO
APPELLO URGENTE DEL MOVIMENTO POETICO MONDIALE

Noi poeti deploriamo il fatto che il mondo stia sprofondando nel caos delle armi, abbandonato da coloro che avrebbero dovuto proteggerlo. Più di centotrenta conflitti stanno devastando la nostra terra.

Noi, i poeti, denunciamo le potenze egemoniche che stanno rompendo l’equilibrio mondiale con la loro interferenza unilaterale e sono coinvolte in una corsa tecnogeopolitica per saccheggiare risorse strategiche.

Forti di questo disordine, mettono in atto strategie neocoloniali e impongono sanzioni punitive a chiunque osi alzare la voce. Oggi è evidente come questa dottrina del sangue si manifesti in nove conflitti importanti, attraverso interventi diretti che violano il diritto internazionale così come attraverso guerre indirette.

Noi poeti deploriamo questo accumularsi di violenza che sta distruggendo l'istruzione attraverso la demolizione delle scuole e l'arruolamento forzato dei bambini. Rovina la nostra salute facendo riemergere epidemie dimenticate e soffoca l'economia mondiale dirottando i fondi destinati al sociale verso l'acquisto di armamenti. Misuriamo il costo reale della loro follia che scatena carestie, malattie e infanzie spezzate che stanno flagellando il mondo intero con i loro numerosi morti senza sepoltura.

Noi poeti deploriamo il silenzio del Consiglio di Sicurezza, paralizzato dal diritto di veto delle stesse persone che alimentano i fuochi nei teatri di guerra.

Noi, i poeti, condanniamo l'azione degli scienziati che alimentano il commercio della morte inventando armi sempre più devastanti.

Fernando Rendón, Presidente del World Poetry Movement

Noi, poeti, denunciamo coloro che osano erigere la guerra a diritto naturale di ingerenza e condanniamo la rassegnazione degli intellettuali, che sono diventati docili portavoce della propaganda mediatica. Di fronte alla guerra, negazione assoluta dell’essere, proclamiamo che spetta a noi preservare, con il potere delle parole, i ponti dell’umanesimo.

È a questo sacro dovere che il Movimiento Poético Mundial (MPM / WPM) chiama oggi le menti consapevoli, invitandole a rompere il silenzio per guidare una crociata della Parola contro la polvere da sparo. Di fronte a un ordine mondiale disumanizzante che calpesta la vita, per noi, poeti di tutto il mondo, il nostro silenzio sarebbe un tradimento. Questo impegno ha un prezzo, ma la nostra dissidenza conferisce dignità alla nostra lotta. Ora ci leviamo come sentinelle della pace mondiale.

Ci rifiutiamo di prestare la nostra voce al cinismo dei potenti e alla loro follia distruttiva. Questa è l’unica salvezza per l’umanità.

Facciamo nostre le parole di Victor Hugo: «Vivono solo coloro che lottano». I poeti che scambiano la penna con gli artifici dei salotti dovranno rispondere della loro complicità, mentre il presente si trasforma in un inferno per colpa dell’uomo.

Poeti e intellettuali, continuiamo la nostra lotta nella resistenza! Facciamo di ogni verso un baluardo contro la guerra, e di ogni poesia un manifesto per la pace!

La nostra vita non risiede nella contemplazione passiva della natura, ma nella lotta intrapresa per la libertà dello spirito e per il benessere umano.
Sviluppiamo una nuova azione poetica globale durante il mese di luglio!
Scriviamo!
Impegniamoci nella lotta per una pace globale!

Comitato di Coordinamento del Movimiento Poético Mundial
1 giugno 2026

* * *

MESSAGGIO DEI POETI PARTECIPANTI
al XXXII Festival Internacional de Poesía de La Habana



Noi poeti giunti a Cuba per partecipare al 32° Festival Internazionale di Poesia dell’Avana desideriamo esprimere la nostra più sincera gratitudine per l’accoglienza riservataci in ogni luogo in cui siamo andati a leggere le nostre opere. E vogliamo dire chiaramente al popolo cubano che Cuba non è sola. Cuba non è sola nella sua lotta contro la schiacciante guerra economica, commerciale, finanziaria ed energetica che l’impero statunitense le ha abusivamente imposto, infliggendo al nobile popolo cubano un danno che non ha eguali nella storia del mondo.

Non perdonano a Cuba l'audacia di non lasciarsi soggiogare nella sua determinazione a decidere del proprio destino e, con il sacrificio dei propri figli, a creare una società in cui la giustizia e la solidarietà siano valori fondamentali. Non le perdonano di essere libera e di rappresentare un punto di riferimento di dignità e resistenza per gli altri popoli del mondo. Cuba ha scritto molte delle pagine più belle della solidarietà del nostro tempo e vanta un impressionante curriculum di servizi resi all’umanità.

Per questo il nome di Cuba è scolpito nel firmamento dell'altruismo e del profondo impegno dell'essere umano con la storia e con i propri simili. Dire Cuba significa avere davanti agli occhi degli uomini e delle donne del mondo una vasta opera spirituale ed etica eretta in difesa del sogno di redenzione di tanti popoli e di tante generazioni, che vedono nell'isola l'utopia realizzata, la piena conferma che l'utopia è possibile.  

Nel 1959 la Rivoluzione cubana era la gioventù del mondo. Oggi è la maturità della sua resistenza, la prova del suo carattere. In questo momento cruciale della storia, vogliamo affermare che i poeti e la poesia sono al suo fianco incondizionatamente, che non ci sono indifferenti né l’angoscia della vita quotidiana né la guerra all’ultimo sangue a cui l’imperialismo la sottopone. Che la bellezza che Cuba genera alimenti la nostra speranza e ci dia ogni giorno la forza di continuare a sognare e a costruire un mondo più giusto e più bello.

Da L'Avana facciamo appello agli uomini e alle donne di buona volontà di tutto il mondo affinché difendano Cuba. Non permettiamo un'aggressione contro Cuba. Sarebbe un affronto per tutti e tutte. Abbiamo l'obbligo morale di impedire ulteriori sofferenze al nobile e orgoglioso popolo di Cuba. Fermiamo il crimine. Cuba è la stella che apre una via verso la dignità umana, una porta verso la giustizia, la libertà e la bellezza. Fuori da Cuba le mani che non siano quelle dell’amicizia, del rispetto, dell’ammirazione e della solidarietà. Cuba merita la nostra parola e la nostra azione. E la difenderemo con tutte le nostre forze, perché Cuba è anche il nostro destino.

Il destino di Cuba è il nostro destino. Desideriamo una Cuba libera dall’embargo economico, commerciale, finanziario ed energetico, che priva i cubani di medicinali,  cibo ed elettricità. Vogliamo una Cuba libera dalla minaccia di un’imminente aggressione da parte della potenza più forte della storia. Una Cuba splendida, costruita con le proprie mani, generose e solidali. Siamo certi che alla fine della lotta, insieme a Cuba, vinceremo. 

Festival Internazionale di Poesia dell'Avana.
  Dichiarazione letta dal poeta peruviano Hildebrando Pérez Grande
 30 maggio 2026


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